Rrrrrrrabarbaro rrrrosso

Lo conosci? Io poco e l’ho trovato anche molto poco in giro. Il mio primo contatto non è stato dei migliori, ero in vacanza in Canada e una mattina per colazione ci siamo visti arrivare una marmellata fatta in casa dal color muco, veramente poco invitante, che purtroppo mi è rimasto decisamente più impresso del sapore. Ma voglio dagli un’altra possibilità, Il rabarbaro ha le coste di un colore bellissimo, rosso rosa acceso. Si sposa benissimo con le fragole ed è utilizzato molto nelle tradizioni culinarie anglosassone e americana.

Poi ho scoperto che in Italia ci sono due ragazzi che hanno messo su un vivaio un po’ magico, vicino a Lecco, che spero di riuscire a visitare e conoscere presto, e producono, guarda un po’, rabarbaro, ben sette varietà! Loro si chiamano ResNaturae, e penso tu debba conoscerli.

Oggi la mia spesa non l’ho presa al mercato, mi è arrivata per posta, la scelta del prodotta l’ho demandata a loro e questo è quello che dicono “Gambi freschi di Rabarbaro italiano raccolti a mano. A ogni gambo recidiamo le foglie, lo controlliamo, lo mettiamo in cassetta e lo pesiamo, tutto direttamente in campo. Lo confezioniamo in sacchetti microforati e sigillati per mantenere la freschezza del prodotto.” Ordini e in ventiquattrore hai tre chili di rabarbaro a casa che ora vedo come gestirmi! Nel caso ti capitasse di vederlo sui banchi del mercato per controllare la sua freschezza tieni presente alcune cose, gli estremi dove è stato reciso devono essere chiari, lo stelo deve essere turgido e di colore brillante, non devono esserci intaccature lungo il fusto.

Il rabarbaro Rheum, fa parte della famiglia delle Polygonaceae. E’ una pianta erbacea perenne composta da una radice, rizoma, usata in campo officinale, da cui partono lunghi steli colorati e grandi foglie verdi. Può arrivare a raggiungere i due metri di altezza. E’originario della Cina e del Tibet, e per coltivarlo, seppur sia un ortaggio estivo, non ama il sole diretto.

Prima di cucinarlo occorre privare i gambi dei filamenti più coriacei, basta un pela patate e il gioco è fatto, come per il sedano. E ricco d’acqua e cuoce molto rapidamente. Si usa in pietanze sia salate che dolci e ha un sapore acidulo e fresco, si sposa benissimo con le fragole, meno con il mio amato limone. Se hai già provato le caramelle o il liquore e ti ricordi il loro sapore amaro tieni presente che questi vengono fatti con la radice, qui ti sto raccontando degli steli ed è tutto un altro discorso.

Le proprietà principali del rabarbaro sono contenute nella radice. Questa agisce sull’intestino e se ne si abusa gli effetti possono essere poco piacevoli. Assunto in quantità ragionevoli però, aiuta la digestione. E’ sconsigliato a chi soffre di calcoli renali o alla cistifellea perché ha un elevato contenuto di ossalati di calcio  specialmente nelle foglie, che sono infatti difficili da reperire.  La tossicità, alte nelle foglie, è comunque presente in maniera lieve in tutta la piante, ciò lo rende una pianta sconsigliata durante gravidanza e allattamento. Non perché dia un “cattivo sapore” al latte, tema che approfondirò in un’altra occasione e che mi fa sempre storcere il naso, ma perché potrebbe avere controindicazioni più impegnative.

Io sto sperimentando e il sapore mi intriga parecchio, è davvero difficile da definire e d’estate è molto piacevole. Sono solo all’inizio e se hai voglia di avventurarti con me in questa scoperta rimaniamo in contatto. Intanto inizio con farlo al forno, con un po’ di miele.

F.

Come sempre ti lascio qualche ricetta e spunto

Crumble di avena al rabarbaro e fragole

Gnocchi di patate alla borragine e rabarbaro

Rabarbaro arrosto