La zucca bistrattata.

E’ arrivato, ancora non si sta facendo sentire in tutta la sua frizzantezza ma il calendario non mente, autunno mio ti aspettavo!! E con lui non poteva mancare l’arrivo della zucca, amata, odiata, bistrattata, zucca. Basti pensare che, forse per la forma che ricorda una testa – Halloween insegna – spesso la si associa a qualcosa di inutile e stupido, “vuoto come una zucca”, chissà poi per quale ragione?!

La zucca, o cucuzza, o cucurbita maxima, infatti, può essere usata in mille modi diversi e ne esistono anche tantissime varianti, tante da perdere ore a studiare per capirne le differenze, forse in questa sede non ne vale la pena, ma era per rendere l’idea. Ne esistono anche varianti usate solo per decorazione, belle da far perdere la testa per colori e forme.

Io cercherò di fare un po’ di chiarezza tra quello che puoi trovarti davanti agli occhi in uno dei nostri mercati, perché è li che poi vado e immagino andrai anche tu.

. Moscata di Provenza. È quella che più facilmente mi capita di trovare e che in realtà apprezzo poco. É di colore arancione, schiacciata alle estremità e con gli spicchi molto accentuati. La polpa, arancio vivo, ha una consistenza fibrosa e acquosa, questo la rende adatta per un contorno o per un risotto, se preferisci sentire il pezzo di zucca sotto i denti. In cottura infatti mantiene bene la consistenza ma a mio avviso non sa di molto.

. Mantovana. Esternamente grigio/verde e bitorzoluta,  a spicchi accennati, durissima da tagliare e un delirio da pulire. Ha la polpa arancione/giallo, farinosa, profuma di castagna e io la adoro! Sì, nonostante il mazzo per ricavarne la polpa, rimane la mia favorita. La sua consistenza asciutta la rende adatta per vellutate, pasta fresca e composte. Per superare l’ostilità della buccia basta farla a pezzi, anche grandi, avvolgerli nella carta stagnola e metterli in forno. Più grandi i pezzi, più lungo il tempo, all’incirca contare 40 minuti. A quel punto si ricava una polpa profumata e già pronta all’uso.

. Delica. Di dimensioni contenute, dalla buccia verde striata, ricorda vagamente il cocomero come colori, decisamente meno coriacea dalla precedente. Ha la polpa molto simile alla mantovana e la si utilizza nello stesso modo. La polpa rimane cremosa e consistente, una volta cotta, è molto saporita.

. Trombetta di Albenga. Molto più simile alla zucchina come uso e sapore. Ha la buccia arancione rosato e la forma tipica allungata e ritorta con un rigonfiamento contenente i semi ad una delle estremità.

. Butternut. Periforme, tozza, color arancio ocra, dalla buccia sottile e la polpa soda e a tessitura fine. Ha il sapore che ricorda la nocciola. Adatta per tutti i piatti di origine americana, ma nel caso non la trovassi anche la Delica o la Mantovana ti risolvono il problema.

. Violina. Simile alla precedente ma più bitorzoluta e rugosa. Molto dolce, ottima per i dessert.

Dopo questa infarinata spero ti sarà più facile scegliere la zucca adatta al piatto che vorrai cucinare.

Quando prepari la zucca la nota dolente è sempre la pulizia della polpa, tra spicchi, bitorzoli e durezza diventa sempre un pericolo. Per velocizzare il procedimento e farlo in sicurezza, oltre al forno, ideale come soluzione se ti serve una crema, e un po’ lungo come tempi, basta avere un pelapatate e il gioco è fatto. Di seguito trovi un link che ti può chiarire le idee. Geniale no?! Altra cosa a cui fare attenzione è il contenuto d’acqua della polpa, se segui pedissequamente una ricetta corri il rischio di trovarti ad avere un prodotto finito annacquato o troppo asciutto. Ti consiglio sempre di regolarti tu per il rapporto zucca/liquidi, fidati dalla sensazione che hai, acqua q.b.

Le sue proprietà, nonostante tutte le diverse tipologie di cui ti ho parlato, rimangono le stesse. Il suo colore aranciato ci ricorda che è ricca di betacarotene, antiossidante, antiinfiammatorio e utile per assimilare la Vitamina A. Inoltre ha un bassissimo contenuto di carboidrati e grassi, nonostante possa ricordare la patata come utilizzo e abbia un sapore dolciastro. Perciò si può inserire tranquillamente in diete dimagranti, per i diabetici e per i bebè in fase di svezzamento. Al contrario è ricca di Omega-3, banalmente grassi buoni, e di fibre, che associate all’alto contenuto di acqua la rende un tocca sana per l’intestino.

Gli scarti della zucca non sono tutti da buttare, li è contenuta la sua parte nobile! I semi, ovunque tu possa girarti puoi trovare informazioni sui loro mille benefici, io ti lascio un link scorciatoia per approfondire se ti va. Ti do anche due dritte su come renderli mangiabili, perché ora come ora non sono molto invitanti.

Recupera i semi contenuti nella zucca, insieme ai filamenti che li avvolgono, liberali  dai filamenti e puliscili con un canovaccio asciutto. Stendili su una teglia ricoperta con carta da forno, e lasciarli asciugare almeno per 12-15 ore, meglio se per un paio di giorni. A questo punto inforna a 180 °C e lasciali tostare finché non appariranno dorati, muovendoli almeno due o tre volte. Aggiungi poco sale finché. Prima di riporli in un barattolo devi lasciarli raffreddare completamente.

Direi che con queste informazioni ora puoi avventurarti in autonomia in questo mondo. Se ti va fammi sapere come procede. Di seguito trovi, come sempre, qualche input culinario. Buona cucina!

F.

  • Hummus di zucca e semi tostati
  • Vellutata di zucca tunisina (di cui ti darò la ricetta a breve)
  • Pancakes di zucca

Se ti va di approfondire

Come Pelare la zucca

I Semi di zucca