La mela

Non ho nessun ricordo particolare che mi riporti alle mele. Se mi dici “mela” l’unico sentimento che mi viene è per i Beatles, almeno fino a poco tempo fa. Da che io ho memoria le mele sono sempre state lì, sempre. E’ proprio questa la ragione per cui voglio parlartene. 

Come capita con quegli amici che hai sempre avuto vicino e poi un giorno, chissà cosa accade, il tuo cuore li vede con occhi diversi, così è successo nel mio rapporto con questo frutto. Mi sono innamorata dell’autunno e, solo in un secondo momento, di loro. 

E tu, sai tutto sulle mele? Certo le ho sempre in casa, mi diresti. Sempre, ti risponderei io.

Eppure queste mele ce l’hanno una stagionalità, ma il mercato, noi, oramai siamo abituati ad averle sempre lì, tanto da non poterne sentire la mancanza, e nemmeno più il sapore. 

Sugli alberi le si vede tra fine settembre e ottobre, salutano l’inizio dell’autunno. Poi vengono sapientemente raccolte e stoccate in celle frigorifere, in cui viene abbassata la concentrazione di ossigeno. E li aspettano, pazienti, al freddo e con un filo d’aria, aspettano il loro turno per finire in tavola.

Ma se ci fai caso è solo in autunno che i banchi si vestono a festa di tutti i colori che le mele regalano. E’ solo in questo periodo che trovi le diverse varietà, anche quelle più particolari, che non rientrano nel largo consumo, e che possono sorprenderti con i sapori. Sai che esiste una mela che ha la polpa rossa?! Prova a passeggiare tra i mercati più piccoli, fatti direttamente dai contadini, vedrai che sorpresa.

Qual’è la tua preferita? Io amo quelle a polpa croccante, fresca e sugosa; con la buccia gialla e rossa; che non si ossidano troppo velocemente una volta morse. Non sopporto le renette, con la loro pelle arrugginita, la polpa farinosa e il sapore acidulo. Vanno bene per la tarte tatin o per trasformarsi in una salsa speziata, ma altrimenti lungi da me. 

Andando un po’ a scavare nelle scartoffie mi sono chiesta da dove nasca il detto “una mela al giorno…”, è talmente noto che hai sicuro concluso la frase da te. E ho trovato il segreto, sono le sue fibre. Per lo più infatti e composta da acqua e fibre solubili, un tocca sana per il tuo intestino. La pectina, di cui sono composte le fibre, ha la capacità di regolarizzare i movimenti della pancia, perciò non è né lassativa né astringente, fa bene quello che deve, quando deve. E visto che l’intestino è anche chiamato il secondo cervello mi sembra una bona ragione per rispettare la prescrizione.

Non sto qui a dirti come sceglierle e pulirle, vale sempre lo stesso consiglio, per vedere se un frutto è fresco osserva la sua pelle, quando è idratata, liscia e turgida come quella di quando avevi diciotto anni, sei a cavallo, altrimenti meglio passare oltre. Quello che ti lascio è una curiosità su come usare gli scarti. Tieni un sacchetto in freezer, meglio due. In uno metti i torsoli,  ti possono servire per addensare marmellate o per pulire le incrostazioni delle pentole; nell’altro tieni le bucce, se biologiche. Sono utili per insaporire una tisana o un infuso. Ti lascio un video per approfondire, se ti va.

Qui trovi alcune ricette con la mela da fare con la famiglia.

Ci vediamo al prossima ciotola di noccioline per il vegetale di stagione.

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