Il grano saraceno

‘O sarracino, ‘o sarracino / Bellu guaglione / ‘O sarracino, ‘o sarracino / Tutt’’e ffemmene fa ‘nnammurá

Buffo che io abbia deciso di iniziare a parlarti di cereali proprio da uno che cereale non è. Il grano saraceno è davvero troppo poco considerato, senza ragione, che ha bisogno di una spintarella. Lo merita.

Dicevo non è una spiga ma piuttosto una pianta erbacea, poco cambia a noi che lo mangiamo perché alla fine si comporta in modo simile. E’ caratterizzato da semi piramidali di colore marroncino chiaro, che facilmente possono creare fraintendimento con i grani.

E’ naturalmente senza glutine, ora che l’ho detto però non devi continuare a leggere solo se sei celiaco. Continuerò a ripeterti fino alla nausea che variare il più possibile la dieta di tutti è fondamentale, inoltre aiuta a digerire meglio anche chi problemi apparentemente non ne ha.

A livello nutrizionale è ricco di carboidrati e di proteine, in soldoni una via di mizzo tra cereali e legumi, ancora più in soldoni, una manna. Ha molti sali minerali come ferro, fosforo, rame, zinco, selenio e potassio. Quest’ultimo supera addirittura la quota contenuta negli altri cereali. Il che lo rendono molto adatto ad essere consumato nei momenti di spossatezza fisica o di maggiore stress, come in gravidanza o durante l’allattamento al seno. E’ notevole anche per il contenuto di vitamine del gruppo B, fondamentali anche loro per rimetterti in sesto quando ti senti un po’ giù. Queste ultime però patiscono le alte temperature, quindi sono spesso difficili da recuperare. Inoltre ha un alto contenuto di fibre, che associate ad un buon consumo di acqua, sono la salute dell’intestino.

Per la cottura dei cereali è sempre una buona abitudine cuocerli per assorbimento. Il che vuol dire fargli assorbire tutta l’acqua versata nel pentolino per cuocerlo.In questo modo tutti i minerali ed eventuali altre sostanze che si sciolgono naturalmente in acqua vengono comunque riassorbite. 

Le dosi per la cottura sono 2 volumi di acqua o brodo per 1 volume di grano saraceno. 

Sciacqua bene i semi sotto l’acqua corrente e poi metilo a cuocere in acqua fresca leggermente salata, a fuoco basso, coperto. Ci vorranno quindici minuti. Controlla che l’acqua non asciughi troppo velocemente altrimenti brucia. Lascia riposare cinque minuti coperto e poi condiscilo come ti va.

In commercio lo trovi in forma di farina o in semi e puoi usarlo nei dolci e in pietanze salate come zuppe, insieme a delle verdure saltate, in insalata o come porridge, in questo caso aumenta un po’ la dose di acqua e il tempo di cottura. Nei negozi un po’ più specializzati lo riesci anche a trovare in fiocchi o soffiato, così puoi utilizzarlo in ogni piatto che che ti viene in mente. 

Ti lascio una ricetta veloce per un infuso ricco di proprietà. In Inghilterra viene chiamato Buckwheat Tea mentre in Giappone SobaCha. Tosta per alcuni minuti, in forno a 180°C, i semi di grano saraceno e lasciarli poi in infusione in acqua bollente per cinque / otto minuti. 

Le dosi sono 15g di semi per 500ml di acqua. 

Il risultato è un tè dal colore scuro e dal lieve sapore di nocciola che puoi aromatizzare o dolcificare con quello che ti piace, io ti direi di aggiungere la scorza di un arancia. 

Per iniziare qui di seguito trovi alcune ricette che trovi nel blog, ne metterò sicuro altre perché ti confesso che è uno dei nostri cereali preferiti.

F.