Il caco, cachi, kaki.

Se un giorno avrò un giardino, come mi piacerebbe!, il caco (Diospyros kaki) è sicuramente nella top five delle piante che vorrei.   Principalmente perché tutti in famiglia, andiamo matti per il suo frutto, poi ha una chioma ampia, fa ombra e quando frutta si spoglia, come se le sue energie fossero tutte indirizzate alla cura dei suoi prodotti. Dopodiché a nanna per tutto l’inverno. Che fascino. 

Inoltre ho scoperto che viene anche definito l’albero delle sette virtù, ti riassumo brevemente le principali, (pfff la sintesi non mi è stata regalata): può vivere anche mezzo secolo, ha una chioma fitta che fa una bella ombra e evita che vi nidifichino gli uccelli -dovrebbe essere una bella cosa, boh non so- difficilmente è vittima di parassiti ed è facile da coltivare -altra ragione per cui potrei amarlo ancora di più-, le sue foglie una volta cadute sono ottime per concimare -evvai nella compostiera, si ci sarà anche lei, nel mio giardino di Alice- infine ha un ottimo legno da bruciare nel camino.

Andando al mercato hai notato che è il momento della frutta e verdura arancione?! E’ veramente autunno, quello da cappotto di lana, foglie che cadono croccanti e colorate quando sui banchi dei fruttivendoli arrivano i cachi. Ormai in realtà si iniziano a vedere anche prima ma difficilmente si riescono a trovare dei cachi dignitosi, ci vuole maestria e un po’ di fortuna nello sceglierli. Se lo conosci poco aspetta metà ottobre, inizio novembre per essere sicuro che siano davvero dolci, a volte trovi quelli che ti lasciano letteralmente l’amaro in bocca e potrebbero guastarti la scoperta di un frutto in realtà dolcissimo e importante. 

Quelli che trovi in giro sono stati raccolti ancora un po’ indietro nella maturazione, e fatti maturare in seguito, in una fase chiamata “ammezzimento”, ti sfido a farne cassette e trasportarle da maturi! Per far raggiungere il punto in cui diventano a tutti gli effetti commestibili, si possono aggiungere mele o altri frutti che emanino gas, acetilene e etilene, che ne velocizzano la maturazione, vale anche per i i kiwi, truchetto che potrebbe servirti se hai della frutta ancora di pietra. Poi ti consiglio di cambiare fruttivendolo.

Le qualità più diffuse in Italia sono il loto di Romagna, il caco vaniglia di Campania, pelle arancione scura, sottile, polpa morbida e zuccherina e il caco mela, chiamato così perché ha una consistenza più soda che ne facilità il trasporto, non perché sia stato ibridato con il melo.

Ti parlo subito delle sue proprietà, magari non sei una amante sfegatato come noi ma ora ti convincerò.

Come sempre la Natura non ne ceffa una e anche qui non è da meno. Il caco matura in autunno e come tale è ricco di Vitamina C, vitamina indispensabile di cui noi non siamo in grado di farne scorta, e mai come quando siamo sotto attacco dei virus dei primi raffreddori dobbiamo assumerla. Inoltre è ricco di zuccheri acqua e fibre, pochi grassi. Fornisce 65 calorie per 100 grammi! Dal colore si capisce che sono ricchi di betacarotene (Vitamina A). Inoltre hanno un effetto rinvigorente sul sistema immunitario. Perciò fa benissimo anche ai bambini. Non so voi ma sul caco ne ho sentite tante, è lassativo, è astringente, allappa la lingua… Non temere la vostra regolarità intestinale non verrà intaccata, anzi sono ricchi di sali minerali come calcio e potassio utili a combattere infiammazioni all’apparato digerente. Certo magari non mangiarne più di uno o due, anche te, te l’ho detto che ha tante fibre e zuccheri! Se sei uno sportivo abusane prima di allenarti, tra zuccheri e potassio è una manna. Se invece hai problemi di diabete, o di obesità o intestinali evitali, sono troppo zuccherini. Per la questione della lingua felpata e della stitichezza, la colpa è dei tannini che sono ancora in quantità troppo elevata, è indice che il frutto non  è abbastanza maturo.

Per le ragioni che ti ho appena raccontato il caco ti consiglio di consumarlo crudo e se anche un po’ freddino ancora meglio. Ci sono tantissimi dolci da forno con il caco, ricordati però che con la cottura tutte le sue vitamine spariscono e a mio parere anche il sapore perde tanto, inoltre è una merenda già completa di per sè. Ti lascio di seguito il link a due colazioni veloci di cui andiamo matti. Se sei della tifoseria del caco cotto e hai una ricetta con cui farmi ricredere sono curiosissima. 

Io normalmente lo spelo e frullo, se ho tempo, se no lo mangio così, tagliato a metà e scavato con il cucchiaino. 

Preferisco di gran lunga i cachi vaniglia sono più saporiti, ma se la consistenza viscida ti fa venire i brividi prova allora il caco mela, non ti deluderà.

Ha origine orientale, Cina o Giappone, e correttamente andrebbe chiamato cachi, anche al singolare. Venne importato in Italia a metà Ottocento e piantato nei principali orti botanici, a Palermo ce ne sono ancora alcuni esemplari. 

Una curiosità che ho scoperto, è chiamato l’albero della Pace perché nell’agosto del ’45 alcuni alberi sopravvissero al bombardamento atomico di Nagasaki. Penso sia a tutti gli effetti una pianta in grado di sopravvivere al mio pollice non propriamente verde.

E tu sei una caco groupie o no? Se hai voglia di condividere con me  ricette, pensieri e osservazioni sai che sarò molto felice. 

Intanto ti lascio di seguito qualche link per approfondire. A presto.

F.

Se hai voglia di approfondire

L’albero della Pace  

Qui alcune ricette

Chia seeds cachi topping with cocco

Cachi cioccolato e mandorle

Insalata con melagrana e cachi mela