Pesche da Saturno.

Certo non si tratta di un frutto sconosciuto, meno male che nella sezione Sporta mi era ripromessa di darti una mano a districarti tra gli ingredienti poco conosciuti dei banchi del mercato, ma a volte i ricordi e l’affetto vincono sui propositi, mi perdonerai.

Con l’estate ho un rapporto d’amore oggi controverso, più che altro legato ai ricordi. Sole, il sale sulla pelle, le eterne vacanze si sono trasformate in caldo cittadino, notti difficili e zanzare. Tutto molto meno idilliaco di come era un tempo. Ma, nonostante ora il mio amore sia tutto dedicato all’autunno, nella mente e sulla pelle sento ancora lo stesso piacere che provavo che mi fa attendere con gioia l’arrivo di questa stagione e con lei la magnifica frutta che si porta dentro. Ho vivida negli occhi l’immagine di me, in piedi nella cucina della casa al mare, che addento una pesca gialla e sugosa, con il succo che cola fino alla punta del gomito. Felice. E’ buffo come nella testa ci siano ricordi a caso e che vengono fuori quando meno te lo aspetti.

In questo post però, volevo parlarti della pesca tabacchiera o saturnina, la mia preferita! Sa di rosa, è zuccherina e sugosa, ha un colore delicato ed è il primo frutto che ha mangiato Martino nella sua vita. Quante ragioni per non farne più a meno, non trovi?

Se non ti sei mai soffermato a guardarla tra i banchi del mercato, la pesca tabacchiera è quella dalla forma un po’ schiacciata,  come una…. scatolina per il tabacco. per l’appunto o un piccolo Saturno, saturnina infatti.  Nome scientifico Prunus Persica varietà platycarpa, ho studiato visto!? Fino a pochi anni fa era conosciuta unicamente nella zona di Messina, la sua coltivazione avveniva sulle terre vulcaniche dell’Etna, ora nuove coltivazioni la hanno portata anche nelle Marche e in Romagna. Se dai uno sguardo al cartellino del prezzo vedrai che è più cara delle altre qualità, questo è dovuto sia alla sua ridotta reperibilità che alla sua scarsa durabilità nel tempo. La polpa morbida  e zuccherina infatti, impone di consumarla al massimo pochi giorni dopo il raccolto, altrimenti si deteriora e marcisce, inoltre non ne facilita il trasporto, ecco spiegato. Non ho provato ma se ti capita di andare nelle zone di coltivazione, comprala! Sicuro avranno un costo inferiore e un sapore da urlo.

La frutta estiva per me va consumata cruda!! La natura la produce apposta in questo periodo per soddisfare le esigenze che il nostro corpo ha e cuocerla vorrebbe dire perdere tante delle sue proprietà. Un vero peccato. Io consiglio di fare così, impugnala al centro tra pollice e indice e via, quattro morsi! Se vuoi cucinarla a te la libera scelta ovviamente, ci sono mille ricette e te ne darò qualcuna sfiziosa qui di seguito. Se ben lavata si può tranquillamente non sbucciare, anzi. So però che una cerchia di persone si “impressiona”  per la peluria della buccia, suvvia coraggio, non fa male! Unico accorgiamo che ti do è di fare attenzione a non rompere il nocciolo, vale per tutte le qualità di pesche e per altri frutti della categoria delle rosacee, soprattutto mandorle amare. Al suo interno infatti è presente una sostanza che si chiama amigdalina e che può rivelarsi tossica per il nostro organismo.

Se proprio non puoi fare a meno di eliminare la buccia e hai da buttare il nocciolo io sono una fan della compostiera, sto aspettando il momento migliore per farne una domestica, ma se ne possono cercare anche di quartiere. Meno sprechi e rifiuti e meglio è per tutti. Almeno ci si prova.

La pesca la conosci e forse ti ha annoiato mortalmente sentirne parlare, nel caso mi sa che non sei nemmeno arrivato fino qui, peccato! Ma se hai tenuto duro ti racconto due cose che forse ti sono ancora sconosciute. Prima ti dicevo che essendo un frutto estivo la pesca ha tutte le proprietà che servono per sopravvive alla calura. É ricca infatti di sali minerali come magnesio e potassio, che trovi in tutti gli integratori proposti durante le pubblicità estive, ecco da adesso sai che volendo è sicuramente più economico e salutare mangiare una bella pesca! Inoltre contiene beta-carotene e luteina, antiossidanti che aiutano la pelle e gli occhi a ridurre i radicali liberi e a contrastare l’invecchiamento cellulare e le irritazioni dovute alla troppa luminosità. Infine apporta al nostro organismo vitamina C, che da soli non produciamo e non siamo nemmeno in grado di stipare per farne scorta.

Finalmente dulcis in fundo! Alla pesca viene spesso associato il vino non potevo lasciarti senza un regalo sfizioso per questi pomeriggi bollenti, perciò ecco la mia versione

Persica cum Musto dose per 2 persone

2 pesche tabacchiere

2 cucchiaini di sciroppo d’agave

1 cucchiaino di limone

2 bicchieri scarsi di spumante brut.

qualche foglia di menta

Almeno un’ora prima di servirle fai a pezzi le pesche e condiscile come fosse una macedonia. Poi coprire con il vino. Lascia riposare in frigo. Se servite fresche ti faranno perdere la testa.  Puoi accompagnarle con una pallina di gelato alla vaniglia o una spolverata di cannella ma io le preferisco così, al naturale.

La pesca non mi stancherò di ripetere che la preferisco cruda, cruda, cruda! Ma vi do qualche spunto anche per la versione cotta

Insalata di pesche noci grigliate, mozzarella di bufala, pinoli e basilico

Torta frangipane pesche e mirtilli http://breakfastatlizzy.blogspot.it/2012/09/torta-frangipane-alle-pesche-e-mirtilli.html

Ghiaccioli alle pesche

Buone sperimentazioni, se ti va di condividerle con me scrivi nei commenti tutto quello che vuoi. Ci vediamo presto con il sacchetto della spesa in mano.

F.

 

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